85 Metal Guitar Licks
Solo Android3,49 €· Valutazione degli utenti
Ho provato 85 Metal Guitar Licks pensando soprattutto a un uso molto concreto: una persona in casa vuole studiare la chitarra elettrica, mentre gli altri condividono lo stesso dispositivo o semplicemente devono convivere con sessioni di pratica brevi e frequenti. L’app di JamString non cerca di sostituire un corso completo né di diventare un lettore musicale generico. Il suo obiettivo è più preciso: offrire materiale concentrato sugli assoli di chitarra metal e aiutarmi a trasformare pochi minuti liberi in esercizio mirato.
La proposta mi è sembrata interessante perché evita il problema tipico delle raccolte troppo vaste. Quando cerco lezioni online, spesso finisco tra video lunghi, spiegazioni sparse e brani interi che richiedono molta preparazione. Qui l’attenzione è rivolta a frasi musicali brevi, utili da ripetere, rallentare mentalmente e inserire in una routine. Non è un’app per chi vuole soltanto ascoltare metal: è uno strumento di pratica per chi vuole capire come sono costruiti certi passaggi e portarli gradualmente sotto le dita.
Un’app pensata per esercitarsi senza occupare tutto il tempo libero
In una casa condivisa, il vantaggio più evidente è la flessibilità. Posso aprirla durante una pausa, usare una chitarra collegata o acustica a seconda del mio contesto e concentrarmi su una singola idea invece di preparare una sessione completa. Se il dispositivo viene usato anche da un familiare, conviene stabilire prima quando esercitarsi e dove tenere gli accessori: l’app non risolve la coordinazione domestica, ma il formato compatto rende più semplice organizzarsi.
Immagino, per esempio, una sera in cui ho soltanto il tempo tra cena e altri impegni. Invece di affrontare un tutorial di mezz’ora, scelgo un lick, lo ascolto con attenzione e provo a dividerlo in piccoli gruppi di note. Il giorno dopo riparto dallo stesso passaggio, cercando prima la pulizia e poi la velocità. Questo modo di lavorare è più realistico per chi studia dopo il lavoro o alterna la chitarra ad altre responsabilità.
Il catalogo contiene 85 frasi di chitarra metal, quindi la varietà è sufficiente per esplorare tecniche e atmosfere diverse senza perdersi in un archivio enorme. Il numero, però, va interpretato bene: non significa avere un metodo completo, con progressione didattica garantita dall’inizio alla fine. Io la vedo come una raccolta da affiancare a un percorso personale, a un insegnante o a esercizi di tecnica già ordinati.
Il punto forte è la possibilità di concentrarsi sul dettaglio. Un lick può diventare un piccolo laboratorio per lavorare su sincronizzazione tra mano destra e sinistra, articolazione, precisione delle pause e controllo del rumore tra le corde. Anche quando una frase sembra breve, suonarla bene richiede attenzione. È qui che l’app può offrire più valore rispetto al semplice ascolto di un assolo intero.
Come organizzerei la prima sessione
Non partirei cercando di affrontare tutto il materiale. Sceglierei una frase compatibile con il mio livello e la ripeterei lentamente, senza inseguire subito l’effetto spettacolare dell’originale. Prima ascolterei il contorno ritmico, poi controllerei quali dita mi risultano più naturali e infine proverei a mantenere costante il movimento del plettro. Questo approccio evita di memorizzare errori che diventano difficili da correggere.
Un trucco utile è registrare brevemente la propria esecuzione con lo strumento che si ha già a disposizione, anche se l’app non nasce come ambiente completo di registrazione. Riascoltarsi fa emergere problemi che mentre si suona passano inosservati: note soffocate, cambi di corda rumorosi o accenti messi nel posto sbagliato. In questo modo la raccolta diventa una fonte di esercizi verificabili, non soltanto una sequenza da imitare.
Consiglio anche di alternare due tipi di studio. In una sessione lavorerei sulla meccanica, suonando poche note a velocità controllata; in quella successiva cercherei di dare alla frase un senso musicale, con dinamica e attacchi più espressivi. Il metal richiede precisione, ma un lick eseguito come una fila di note senza accenti perde gran parte del suo carattere. Questa distinzione è particolarmente utile a chi tende a confondere velocità e qualità.
Condivisione del dispositivo e confini pratici
Su un tablet o su uno smartphone usato da più persone, la questione principale non è soltanto tecnica. È utile decidere chi sta studiando, per quanto tempo e con quale strumento, soprattutto se la pratica avviene in una stanza comune. Un familiare che deve guardare un video o fare una chiamata potrebbe avere bisogno dello stesso schermo; per questo preferisco programmare sessioni brevi e lasciare annotato quale lick sto studiando.
Non considererei l’app un sistema per gestire profili familiari o separare automaticamente i percorsi. La coordinazione va fatta tra le persone, con un calendario semplice o una nota condivisa. Se più chitarristi usano lo stesso dispositivo, suggerisco di mantenere una lista personale fuori dall’app, indicando il passaggio scelto, la difficoltà percepita e l’obiettivo della giornata. È un piccolo accorgimento, ma impedisce di ricominciare ogni volta senza una direzione.
La presenza di un prezzo di 3,49 euro cambia anche il modo in cui valuterei l’acquisto in famiglia. Se la userà una sola persona con un interesse concreto per la chitarra metal, la spesa può avere senso come raccolta specializzata. Se invece tutti cercano contenuti diversi, come accordi pop, accompagnamento acustico o teoria musicale, una piattaforma didattica più ampia potrebbe essere più conveniente, anche se meno focalizzata.
Prima di acquistare, chiarirei quindi chi la utilizzerà davvero. Non la prenderei soltanto perché qualcuno in casa ascolta metal: l’ascolto e lo studio sono due cose diverse. La consiglierei a chi ha già una chitarra, desidera lavorare sugli assoli e accetta di imparare per frammenti. Per un principiante assoluto che non sa ancora accordare lo strumento o leggere una tablatura, sarebbe meglio affiancarla a una guida introduttiva.
Età, fiducia e accompagnamento nello studio
La classificazione PEGI 3 la colloca in una fascia adatta a un pubblico molto ampio, ma questo non significa che ogni bambino possa usarla in modo autonomo e produttivo. La difficoltà musicale resta il vero filtro: un giovane chitarrista può essere incuriosito dai suoni metal, però potrebbe avere bisogno che un adulto lo aiuti a scegliere un passaggio realistico e a non forzare la mano.
In un contesto familiare, preferisco un accompagnamento leggero invece di controllare ogni minuto. Un genitore o un fratello più esperto può chiedere quale frase si sta studiando, ascoltare una prova e aiutare a individuare un obiettivo concreto. Per esempio, invece di domandare soltanto se il lick è stato imparato, si può verificare se viene suonato lentamente senza rumori tra le corde. È un modo più utile per costruire fiducia e motivazione.
L’età indicata non sostituisce il buon senso sul volume. Se la chitarra passa da un amplificatore, la pratica dovrebbe rispettare gli altri abitanti della casa, soprattutto nelle ore di riposo. Con cuffie o un’impostazione più discreta, quando l’attrezzatura lo consente, diventa più facile coordinarsi. L’app offre il materiale; il modo in cui lo si usa dipende dall’ambiente, dal livello e dalle abitudini della famiglia.
Per un adolescente che vuole imparare da solo, la raccolta può essere un buon punto di partenza motivazionale, perché un lick dà una ricompensa più immediata di una pagina di teoria. Tuttavia, suggerirei di non saltare del tutto le basi: postura, riscaldamento, ritmo e controllo della tensione restano essenziali. Una frase difficile eseguita irrigidendo il polso può sembrare un progresso, ma alla lunga crea un’abitudine poco sana.
Cosa offre rispetto alle alternative più comuni
Il confronto più naturale è con i video gratuiti. I video spesso spiegano meglio il contesto, mostrano la posizione delle mani e permettono di vedere il movimento del musicista. D’altra parte, richiedono più tempo per trovare il passaggio giusto e possono includere pubblicità, digressioni o livelli molto diversi. Questa app mi sembra più adatta quando so già che voglio lavorare su una frase metal e desidero arrivare rapidamente al punto.
Rispetto a un corso strutturato, però, è meno completa. Un corso può accompagnare la progressione, correggere la tecnica, spiegare le scale e collegare gli esercizi a brani interi. Qui il vantaggio è la specializzazione: invece di seguire un programma generale, posso entrare direttamente nel linguaggio dell’assolo metal. È una scelta di profondità tematica, non una sostituzione automatica dell’insegnamento.
Anche le app per accordi e tablature hanno un ruolo diverso. Sono più utili quando voglio suonare una canzone completa, seguire una struttura o accompagnare una voce. 85 Metal Guitar Licks è più interessante quando il mio obiettivo è isolare un gesto musicale: una frase veloce, un passaggio aggressivo o un’idea da adattare a un’improvvisazione. Se cerco testi, accordi e repertorio completo, sceglierei un’altra categoria di strumento.
Un ulteriore confronto riguarda le raccolte audio. Ascoltare un assolo aiuta a sviluppare l’orecchio, ma non indica necessariamente come trasformare ciò che sento in movimento. Una raccolta di lick, usata con pazienza, crea un ponte tra ascolto e pratica. Il limite è che il materiale breve può spingermi a collezionare frasi senza capire come collegarle. Per evitarlo, dopo aver imparato un lick proverei a inserirlo in una semplice base ritmica o a modificarne la conclusione.
Limiti da considerare prima di sceglierla
Il primo limite è la specializzazione molto marcata. Se il mio interesse cambia spesso tra blues, jazz, fingerstyle e accompagnamento, potrei sfruttarla poco. Anche chi vuole un percorso ordinato dal livello iniziale a quello avanzato dovrebbe guardare altrove o usare materiale aggiuntivo. La raccolta funziona meglio come cassetta degli attrezzi per un obiettivo preciso.
Il secondo riguarda la disciplina necessaria. Avere molte frasi disponibili non garantisce un miglioramento automatico. È facile passare da un lick all’altro, provare l’inizio di ciascuno e non consolidarne nessuno. Io mi imporrei una regola semplice: non aggiungere una nuova frase finché quella precedente non è riconoscibile, pulita a velocità moderata e ripetibile senza fermarsi continuamente.
Il terzo è il contesto tecnico del musicista. Chi suona una chitarra elettrica con effetti particolari potrebbe voler ricreare un suono molto specifico, mentre il valore dell’app sta soprattutto nelle idee melodiche e ritmiche. Non la comprerei aspettandomi un ambiente completo per modellare il tono, registrare produzioni o costruire una traccia finita. La vedo come materiale di studio, non come studio di produzione.
Va poi considerata la compatibilità del dispositivo: l’app è indicata per sistemi Android a partire dalla versione 4.0.3, un requisito che amplia la possibilità di usarla su dispositivi meno recenti. Prima di installarla controllerei comunque che il telefono o tablet condiviso sia quello giusto per la pratica e che non venga sottratto continuamente ad altre attività domestiche. La versione attuale è indicata come 1756572712, dettaglio utile soprattutto quando si verifica la compatibilità con un dispositivo datato.
Per chi la consiglierei davvero
La consiglierei a un chitarrista principiante avanzato o intermedio che conosce già le basi e vuole entrare nel fraseggio metal senza affrontare subito assoli completi. Può essere valida anche per chi ha una tecnica discreta ma suona sempre gli stessi pattern e cerca idee nuove da trasformare. In entrambi i casi, il risultato dipende dalla capacità di rallentare, ascoltare e ripetere, non dal numero di frasi provate in una sola giornata.
La trovo adatta anche a una famiglia in cui un solo componente suona e gli altri vogliono sapere quanto spazio occupa l’attività. Sessioni brevi, obiettivi segnati e volume concordato rendono l’uso più sostenibile. Se il dispositivo è condiviso, terrei una piccola scheda personale con la frase studiata e la difficoltà incontrata, così la pratica non si perde quando qualcun altro usa il telefono.
La eviterei, invece, se cerco lezioni complete, feedback personalizzato o un archivio per molti generi. La eviterei anche se non mi interessano gli assoli metal: il tema è troppo specifico per giustificare l’acquisto soltanto per curiosità occasionale. In quel caso, video didattici generali o un’app con corsi progressivi sarebbero una scelta più equilibrata.
JamString presenta un prodotto molto focalizzato, con una valutazione media di 4,5 su 5 e più di diecimila installazioni. Questi segnali suggeriscono una ricezione positiva, ma per me contano soprattutto l’aderenza al bisogno e la costanza con cui lo si userà. Una raccolta specializzata può essere più utile di un’app enorme, purché il suo tema coincida davvero con ciò che voglio studiare.
Il mio giudizio per l’uso quotidiano in casa
Dopo averla valutata nel suo contesto, la considero una scelta sensata per chi vuole portare nella routine piccoli frammenti di chitarra metal. Il formato si presta a sessioni brevi, alla ripetizione e alla condivisione ragionevole del tempo, ma non elimina la necessità di organizzarsi con le altre persone della casa. Se il dispositivo è comune, la soluzione migliore resta concordare i momenti d’uso e conservare separatamente i propri appunti.
Mi piace soprattutto il suo carattere diretto: non devo trasformare ogni pratica in un progetto complesso. Posso scegliere una frase, lavorare sulla precisione, capire dove mi blocco e tornare il giorno seguente. Il compromesso è altrettanto chiaro: per ottenere un percorso completo devo aggiungere teoria, ritmo, tecnica di base e magari un insegnante o una risorsa più ampia.
Il prezzo di 3,49 euro mi sembra giustificabile per chi riconosce già il proprio interesse per gli assoli metal e userà davvero il materiale. Non lo considererei un acquisto universale per tutti i chitarristi. Per il musicista giusto, però, può diventare una raccolta pratica da aprire spesso, soprattutto quando il tempo è poco e serve un obiettivo concreto.
In definitiva, la mia raccomandazione è positiva ma mirata: sceglierei questa app per un chitarrista che vuole esercitarsi su frasi metal, anche in una casa condivisa, e che sa trasformare una raccolta di idee in una routine disciplinata. La lascerei da parte per chi cerca accompagnamenti, corsi completi o generi molto diversi. Il suo valore sta nella concentrazione, non nella quantità di funzioni: se questa è esattamente la direzione musicale che cerchi, può dare più sostanza alle tue sessioni quotidiane.
Pro
- Esercizi brevi
- ideali per sessioni quotidiane anche con poco tempo.
- Le diteggiature sono utili per sviluppare velocità e precisione sulla tastiera.
- I lick coprono tecniche metal diverse
- dal legato al palm muting.
- Può offrire nuove idee per assoli
- riff e improvvisazioni personali.
- Adatto a chitarristi motivati che vogliono ampliare il proprio vocabolario musicale.
Contro
- La qualità dei lick può risultare disomogenea tra un esercizio e l’altro.
- Mancano probabilmente spiegazioni approfondite su teoria e costruzione delle frasi.
- Alcuni passaggi richiedono già una buona tecnica e possono scoraggiare i principianti.
- L’assenza di una chitarra reale limita l’utilità per chi cerca lezioni interattive.
- La notazione potrebbe essere poco immediata senza conoscenze di tablature musicali.
FAQ
Che cos’è 85 Metal Guitar Licks e a chi è rivolta l’app?
85 Metal Guitar Licks è un’app pensata per chitarristi interessati al metal e ai suoi principali sottogeneri. Propone una raccolta di lick, frasi e idee tecniche da studiare e riutilizzare durante la pratica o la composizione. È adatta soprattutto a musicisti principianti e intermedi, mentre i chitarristi esperti possono usarla come fonte d’ispirazione per ampliare il proprio vocabolario ritmico e solista.
Quali tecniche di chitarra metal posso imparare con questa applicazione?
L’app si concentra su tecniche tipiche del linguaggio metal, come alternate picking, palm muting, bending, legato, slide, vibrato e passaggi veloci sulle corde. Il contenuto può essere utile anche per esercitarsi su riff aggressivi, frasi melodiche e assoli nello stile di diversi sottogeneri. Prima del download, è comunque consigliabile verificare nella descrizione dello store quali lezioni, esempi audio o materiali didattici siano inclusi nella versione disponibile.
85 Metal Guitar Licks include tablature, audio o video dimostrativi?
La presenza e il formato dei materiali possono variare in base alla versione dell’app e al dispositivo utilizzato. In genere, una raccolta di lick di questo tipo è pensata per offrire riferimenti pratici attraverso tablature, esempi sonori o spiegazioni visive. Chi desidera studiare in modo preciso dovrebbe controllare attentamente le schermate e la descrizione ufficiale, verificando se sono disponibili riproduzione rallentata, loop, notazione standard o video passo dopo passo.
È necessaria una connessione Internet per utilizzare 85 Metal Guitar Licks?
La necessità di una connessione dipende da come l’app distribuisce i contenuti. Se lick, tablature e tracce vengono scaricati direttamente sull’applicazione, alcune funzioni potrebbero essere utilizzabili anche offline; eventuali video, aggiornamenti o contenuti online potrebbero invece richiedere Internet. È importante controllare i requisiti indicati nello store e considerare lo spazio disponibile sul telefono, soprattutto se l’app include file audio o video di grandi dimensioni.
L’app è gratuita e contiene acquisti o pubblicità?
Il modello di pagamento può cambiare tra Android e iOS e anche in base agli aggiornamenti pubblicati dallo sviluppatore. Alcune versioni possono essere gratuite con pubblicità o offrire soltanto una parte dei lick, mentre altre potrebbero richiedere un acquisto singolo o includere contenuti premium. Prima di installarla, conviene leggere la sezione relativa a prezzi, acquisti integrati e abbonamenti, così da sapere esattamente quali funzioni saranno disponibili senza costi aggiuntivi.

















